Giacomo di cristallo, Gianni Rodari

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua.

… Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.

Una volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, il segreto non fu più tale.

Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte…

La gente lo chiamava Giacomo di cristallo…. Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia…

 

La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze. Ma Giacomo non poteva tacere…

Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione… La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri…

Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte del tiranno, perché la verità èpiù forte di qualsiasi cosa, più luminoso del giorno, più terribile di un uragano.

Gianni Rodari, da Favole al telefono

lettura proposta per Bici chiama Pace laboratori