3. RELAZIONI - Alla fine della città

https://www.youtube.com/watch?v=92xvFjyIMSE&t=184s


1. CONFINI - Alla fine della città

https://www.youtube.com/watch?v=l_-hev1i8pg&feature=youtu.be Da Roma a Ostia in bicicletta: per ripercorrere un itinerario storico, per dribblare un tragitto urbano ma anche per esplorare un sentiero intatto, dunque una pedalata un po’ archeologica e un po’ urbanistica, e a tratti miracolosa. "Tutti al mare!": da Roma a Ostia, in bicicletta, in due tappe (dalla ex Cartiera Latina sull'Appia Antica fino a Decima, e da Acilia fino all'Idroscalo) e tre video. Questo è il primo: con gli interventi dell'urbanista Roberto Pallottini, della ideatrice Fernanda Pessolano, del naturalista Umberto…


STORIE E CONTROSTORIE di e con Ascanio Celestini

SABATO 3 NOVEMBRE - NARRAZIONE ore 21 Teatro del Lido Ostia, via delle Sirene 22                                 Storie e Controstorie                                         di e con Ascanio Celestini Ingresso: 10 € intero / 8 € ridotto, per tutti Ascanio Celestini                                                                        Sono storie dette a margine di altri spettacoli. Racconti scritti in fretta e poi riletti e ri-detti, messi da parte e ripescati. C’è toni mafioso, presidente del partito dei mafiosi e toni corrotto presidente del partito dei corrotti, ma c’è anche…


LIBRI NEL GIRO 2018 - Interviste impossibili - Colnaghi e quel ramo del lago: "Io mancato canottiere, ora Sagan è il mio eroe"

Alessandro Manzoni intervista Andrea Colnaghi Intervista 'letteraria' nell'ambito dell'iniziativa "Libri nel Giro" a uno dei protagonisti del Giro d'Italia under 23 09 giugno 2018 ROMA - Giro d'Italia Under 23: 10 giorni (dal 7 al 15 giugno), 11 frazioni (un cronoprologo, otto tappe e due semitappe, di cui una ancora a cronometro), 1206,9 km da Forlì a Cà del Poggio (Treviso), 176 corridori di 30 squadre, il meglio del ciclismo giovanile internazionale. Stavolta "Libri nel Giro" (il progetto dell'associazione Ti con Zero, per la Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza e le Biblioteche…


LIBRI NEL GIRO 2018 - Interviste impossibili - Corradini e i comandamenti del ciclismo

di MARCO PASTONESI 10 giugno 2018 Giro d'Italia Under 23: 10 giorni (dal 7 al 15 giugno), 11 frazioni (un cronoprologo, otto tappe e due semitappe, di cui una ancora a cronometro), 1210,5 km da Forlì a Ca' del Poggio (Treviso), 176 corridori di 30 squadre, il meglio del ciclismo giovanile internazionale. Stavolta "Libri nel Giro" (il progetto dell'associazione Ti con Zero, per la Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza e le Biblioteche di Roma) propone una serie di interviste cicloletterarie. Federico Fellini intervista Michele Corradini. Dorsale 185, ventidue anni, umbro…


LIBRI NEL GIRO 2018 - Interviste impossibili - La Terra Pirrè e il fascino dello scalatore: "Cerchiamo sempre di superare noi stessi"

L'intervista impossibile di Luigi Pirandello al ventenne siciliano di Vittoria di MARCO PASTONESI 15 giugno 2018 Giro d'Italia Under 23: 10 giorni (dal 7 al 15 giugno), 11 frazioni (un cronoprologo, otto tappe e due semitappe, di cui una ancora a cronometro), 1210,5 km da Forlì a Ca' del Poggio (Treviso), 176 corridori di 30 squadre, il meglio del ciclismo giovanile internazionale. Stavolta "Libri nel Giro" (il progetto dell'associazione Ti con Zero, per la Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza e le Biblioteche di Roma) propone una serie di interviste cicloletterarie.…


LIBRI NEL GIRO 2018 - Interviste impossibili - Dainese si presenta: è nata una stella

L'intervista impossibile di Margherita Hack al 21enne veneto di MARCO PASTONESI 16 giugno 2018 Giro d'Italia Under 23: 10 giorni (dal 7 al 15 giugno), 11 frazioni (un cronoprologo, otto tappe e due semitappe, di cui una ancora a cronometro), 1210,5 km da Forlì a Ca' del Poggio (Treviso), 176 corridori di 30 squadre, il meglio del ciclismo giovanile internazionale. Stavolta "Libri nel Giro" (il progetto dell'associazione Ti con Zero, per la Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza e le Biblioteche di Roma) propone una serie di interviste cicloletterarie. Margherita Hack…


cuor di pedalata

UN CUORE DI PEDALATA – Aspettando il Giro Una bicicletta porta donne e uomini, nonni e nipoti. Una bicicletta porta corridori e turisti, viandanti e gitanti. Una bicicletta porta lavoratori e studenti, bambini e pensionati. Una bicicletta porta la spesa del mercato e gli strumenti del lavoro. La nostra bicicletta porta libri. Li porta dove di libri c'è mancanza, bisogno, esigenza e urgenza. Li porta perché i libri contengono le vite, le nostre vite, le vite di tutti,le vite di sempre. In collaborazione con le Biblioteche di Roma, il Coordinamento Roma ciclabile e Istituto Comprensivo Pablo…


Quel maggio del '68. "Voglio una bici", e così Gigi Sgarbozza vinse una tappa al Giro

di MARCO PASTONESI 08 maggio 2018 Gigi Sgarbozza oggi  Da piccolo stufava tutti: "Voglio una bici, voglio una bici", ripeteva. Finché gli sportivi - gli amici del bar dello sport ad Amaseno, a metà strada tra Frosinone e Terracina - organizzarono una colletta, tirarono su una cifra, comprarono una Legnano e gliela regalarono, poi, sfiniti, gli dissero: "E adesso pedala". Così Luigi Sgarbozza detto Gigi o Gigetto si ritrovò al Giro d'Italia. Mestiere velocista anche se era alto la metà di Dino Zandegù e pesava la metà di Marino Basso, secondo anno da professionista e…


Quel maggio del '68: quando Armani 'scoprì' Merckx

L'italiano ha sempre legato la sua vicenda a quella del Cannibale - sia da avversario che da compagno di squadra - a partire dai mondiali dilettanti a Sallanches nel 1964. Il tutto fino ad una tappa storia del Tour, quando giunsero al traguardo dopo 250 km di fuga di MARCO PASTONESI 15 maggio 2018 Luciano Armani fu il primo italiano a scoprire Eddy Merckx. A sue spese. E ne avrebbe fatto volentieri a meno. Mondiali dilettanti 1964, a Sallanches, in Francia. Due uomini al comando: loro due. Mancavano due chilometri al traguardo: Armani pensava di battere Merckx in volata, anzi,…


Quel maggio del '68 - Renato Laghi, l'uomo che non cadeva mai

"Nell'edizione di 50 anni fa pioveva sempre, ma nonostante tutta quell'acqua, non caddi mai, né in quel Giro né negli altri 11. La verità è che per stare alla larga dei guai prendevo un sacco di aria..." di MARCO PASTONESI  17 maggio 2018 Renato Laghi  Renato Laghi s'innamorò della bicicletta, del ciclismo e della vita a cinque anni: andò a vedere il Giro di Romagna, si mise sul bordo della strada, c'era un uomo solo al comando ed era Fausto Coppi, per il secondo corridore dovette aspettare cinque minuti. "Il Giro d'Italia del 1968 fu il primo dei miei 12, il più bello, perché in salita…


Quel maggio del '68 - Mario Mancini: "Dopo le Tre Cime di Lavaredo rimasi congelato 5 mesi..."

Marchigiano, c'era anche lui nella tappa più dura del Giro di 50 anni fa: "Fui caricato su una macchina, portato in un albergo e immerso in una vasca piena di acqua calda. Ma a novembre avevo ancora le punte delle dita che mi pizzicavano" di MARCO PASTONESI  24 maggio 2018 Mario Mancini  ROMA - Cinquant'anni fa c'era anche lui su una bici, con il dorsale, al pronti-via da Campione d'Italia e poi all'arrivo a Napoli, per 3917 chilometri, in tv e sui giornali: Mario Mancini, della Kelvinator, sessantunesimo nella classifica finale, con un ritardo di due ore, 25 minuti e 21 secondi dal…


Giro giro Tondo. Diorami e teatrini dedicati al ciclismo

W LA BICI viva Feltre7 aprile ore 16.30 Palazzo BorgasioInaugurazione


Vite su due ruote. Una mostra sulla bici nel bellunese per "W la bici viva"

INIZIATIVE | C’è Fausto Coppi in salita al Giro d’Italia. C’è Marcello Mugnaini primo nella tappa di Pedavena. E ci sono soprattutto ambulanti ed emigranti, arrotini e gelatai, gitanti e amiche. Tutti in bicicletta. “Vite su due ruote” è la mostra sulle biciclette nel Bellunese, organizzata dall’Archivio fotostorico feltrino con la collaborazione del Comune di Feltre, il Museo Etnografico di Seravella, il Museo storico della bicicletta di Cesiomaggiore e l’associazione Ti con Zero. Cinquantun pannelli 50x70 esposti a Feltre, nella piazza Maggiore e nelle vetrine dei negozi del centro…


LIBRI nel GIRO. BCI chiama Pace. Le storie: Coenelis Blekemolen. Il 31 luglio 1914 s’inaugurarono i Mondiali di ciclismo su pista, a Copenaghen, in Danimarca. Ma più che aria di sport, tirava vento di guerra. Tre giorni prima l’Austria aveva dichiarato guerra alla Serbia, il giorno prima la Russia aveva annunciato la mobilitazione generale, e quello stesso giorno la Germania aveva inviato l’ultimatum alla Russia. Eppure la speranza per una risoluzione pacifica viveva ancora. La prima gara dei Mondiali di ciclismo era quella del mezzofondo dilettanti: fu vinta da un olandese, Cornelis Blekemolen. La seconda gara in programma era quella della velocità: ma non ci fu neppure il tempo per disputarla. Lo “starter” stava per dare il via alla prima batteria della competizione, quando venne fermato dallo “speaker”, che con il megafono annunciò la dichiarazione di guerra della Germania alla Francia. La fine dell’inizio (dei Mondiali) e l’inizio della fine (del mondo). La manifestazione fu sospesa, le altre gare cancellate. I corridori, da guerieri in pista, diventarono soldati in trincea. Blekemolen, “Cor” ma anche “Blekie”, era nato ad Amsterdam il 7 febbraio 1894. Figlio di un macellaio, si era innamorato delle due ruote lavorando in un negozio di biciclette come fattorino e fu introdotto nel mondo ciclismo grazie a conoscenze con corridori dell’epoca. Fece la sua gavetta: le prime corse a 15 anni, il primo piazzamento a 18, terzo nel campionato olandese su strada, la prima medaglia a 19, bronzo ai Mondiali di Lipsia nel mezzofondo, preludio dell’oro l’anno dopo a Copenaghen. Blekemolen tornò a correre dopo la Grande Guerra: divenne popolarissimo, lo chiamavano – succedeva sempre così, quando uno dei Paesi Bassi finiva in alto - “l’Olandese Volante”, ma lui era speciale, parlava sei lingue e fumava sigari. Sposò una cantante di operetta, frequentava sale teatrali e set cinematografici, e durante la Seconda guerra mondiale organizzava riunioni di ciclismo in teatri, dove i corridori si affrontavano in biciclette sui rulli. Continuò a dividersi fra ciclismo e spettacolo: allenatore in pista e manager a Utrecht, ma anche direttore del Churchill Theatre di Hilversum. Blekemolen morì il 28 novembre 1972, a Hilversum. Fu il suo ultimo volo.

Giro d'Italia 2010